
Il fulcro di questa opera è la musica, espressa attraverso il pianoforte, il suo strumento preferito. La scena ritrae un pianoforte antico e abbandonato, ormai fuso con la natura circostante. Nonostante lo scorrere del tempo e la vegetazione che ne invade l'interno facendovi fiorire nuova vita, lo strumento non smette di suonare, muovendosi da solo in un'armonia invisibile. A fare da cornice vi è una distesa verdeggiante, impreziosita da eleganti margherite e lambita dalle acque di un ruscello.
Il significato profondo dell'opera risiede proprio nel contrasto con il tempo: sebbene dimenticato e sopraffatto dalla natura, il pianoforte custodisce intatta la propria anima, continuando a svolgere la funzione nobile per cui è stato creato.
Opera esposta a Mariano Comense in villa Sormani dal 21 giugno al 28 giugno 2026