
A dominare la scena vi è una donna ritratta di spalle, con la schiena scoperta, dipinta in bianco e nero. Non è una mancanza di colore, è una scelta: è il coraggio di mettere a nudo le proprie fragilità e mostrarle al mondo. Il vero potenziale dell'opera risiede nel suo forte contrasto cromatico. Mentre la figura monocromatica allude alla malinconia e al ricordo, come se la donna in questione fosse rimasta bloccata nel passato. E mentre lei è in bianco e nero, il paesaggio circostante esplode di colore, con il suo passaggio. Questo dualismo evidenzia il suo isolamento, il sentirsi bloccati mentre il mondo in torno a noi scorre velocemente. La donna si identifica nella sorella dell'artista. Una donna che crescendo ha portato con se la sua armatura, la stessa che la protetta per tutta la sua infanzia. Confine immaginario è quel confine che tutti noi attraversiamo ogni giorno, durante il quale ci liberiamo dal nostro dolore per dar vita alla nostra luce interiore.